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Prestito rifiutato: posso chiederne un altro? Dopo quanto posso riprovare?

data di pubblicazione:

27 ottobre 2020

ultimo aggiornamento:

6 marzo 2023

Oggi richiedere prestiti personali è un’operazione abbastanza semplice, infatti grazie alle nuove tecnologie è possibile utilizzare anche i canali digitali, semplificando l’iter burocratico e velocizzando le tempistiche di lavorazione della pratica. Tuttavia in alcuni casi la domanda potrebbe non andare a buon fine, perciò è importante sapere cosa fare con un prestito rifiutato, per capire se si può chiederne un altro e dopo quanto tempo riprovare.

Perché viene rifiutato un prestito

Prima di capire come comportarsi dopo la negazione del credito da parte della banca o della finanziaria, è importante capire quali sono i principali motivi per cui viene rifiutato un prestito. In questo modo è possibile evitare errori nella presentazione della domanda, aumentando le chance di ottenere il prestito ed evitare spiacevoli problemi.

Innanzitutto il reddito potrebbe essere insufficiente, ad esempio perché la rata mensile di rimborso risulta troppo elevata rispetto allo stipendio, alla pensione o alle entrate indicate nella dichiarazione dei redditi. Un’altra causa potrebbe essere un contratto di lavoro non adeguato, in quanto precario oppure non in grado di fornire le garanzie necessarie nel lungo periodo.

Il rifiuto del prestito potrebbe essere dovuto a segnalazioni al CRIF per ritardi nei pagamenti, mancati versamenti di una o più rate, oppure per un protesto. È importante sapere che in caso di segnalazioni al CRIF, si può comunque richiedere la cessione del quinto per protestati. Allo stesso tempo si potrebbero avere troppi finanziamenti attivi e una condizione debitoria eccessiva, oppure le informazioni nella domanda potrebbero essere incorrette o non complete.

Inoltre il garante presentato potrebbe essere inadatto, oppure il rifiuto potrebbe essere causato da una precedente richiesta di prestito negata avvenuta negli ultimi 30 giorni. Gli stessi problemi si possono riscontrare anche in una richiesta di prestito personale online, quindi vediamo subito cosa succede dopo il rifiuto e come comportarsi per ottenere la liquidità necessaria.

Cosa succede in caso di prestito negato

Se il prestito viene negato di norma si viene segnalati al CRIF, perciò il proprio nome viene inserito all’interno delle banche dati dei sistemi di informazioni creditizie (SIC). Ovviamente non bisogna preoccuparsi più di tanto, infatti non si tratta di un’indicazione come cattivi pagatori, ma della semplice registrazione che la richiesta è stata rifiutata.

Di solito questa condizione rimane per circa 30 giorni, dopodiché viene cancellata automaticamente. Se il prestito non è urgente basta attendere un mese, per poi ripresentare la domanda presso lo stesso istituto o rivolgendosi a un’altra società finanziaria. La segnalazione è una prassi del tutto normale, un modo con il quale si mettono a conoscenza dell’accaduto le altre aziende del settore.

Il rifiuto, infatti, potrebbe essere riconducibile a un merito creditizio non adeguato, oppure a una scelta dell’istituto in base alle informazioni in suo possesso, perciò non sempre si tratta di un’indicazione così negativa che non consente di accedere al credito. Dunque è soltanto una maniera per informare le altre società, affinché prestino attenzione agli aspetti che possono aver portato alla valutazione di non idoneità della richiesta di prestito.

Come scoprire se si è stati segnalati al CRIF

Per capire se il proprio nome è stato inserito nelle banche dati creditizie è possibile eseguire una visura al CRIF, un’operazione che può essere realizzata da soli senza bisogno di un intermediario. Per le persone fisiche, infatti, il procedimento è gratuito, mentre per le aziende è richiesta una commissione che può andare da 4 a 10 euro IVA inclusa.

Se invece le informazioni risultano non corrette è necessario rivolgersi direttamente alla banca o alla finanziaria, in quanto il CRIF non può intervenire e ha bisogno per la correzione dei dati del riscontro da parte dell’intermediario. In questo caso è consigliabile contattare il servizio di assistenza della società creditizia, per scoprire come procedere per richiedere la cancellazione o la modifica delle informazioni.

Prestito rifiutato: dopo quanto si può richiedere di nuovo

Come abbiamo visto, in caso di prestito rifiutato è possibile presentare una nuova richiesta dopo 30 giorni dall’inserimento nelle banche dati del CRIF, in questo modo non si corre il rischio di vedersi nuovamente negare il prestito perché il proprio nome è ancora segnalato. Ovviamente non esiste alcuna certezza che la successiva domanda avrà un esito positivo, per questo motivo è essenziale sfruttare il tempo a disposizione per capire le cause che hanno provocato il rifiuto.

Soltanto in questo modo è possibile risolvere il problema in maniera definitiva, ad esempio cercando un garante più affidabile, aspettando di avere un contratto di lavoro più stabile, oppure ridimensionando la richiesta in base al proprio reddito. Per evitare tali inconvenienti è possibile agire in modo adeguato fin dall’inizio, valutando con attenzione le soluzioni di credito più adatte alle proprie necessità con il supporto di consulenti specializzati.