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Finanziamento: qual è la busta paga minima e quante ne servono

data di pubblicazione:

20 novembre 2020

ultimo aggiornamento:

22 gennaio 2021

La busta paga è una delle garanzie più comuni per ottenere un finanziamento, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato. Ovviamente è possibile richiedere anche un prestito senza busta paga, presentando una garanzia alternativa come il modello unico della dichiarazione dei redditi, ad esempio nel caso di lavoratori autonomi e liberi professionisti

Ad ogni modo, nelle situazioni tradizionali l’importo ottenibile è strettamente legato al reddito indicato dal certificato di reddito, oltre a una serie di aspetti come l’anzianità di servizio e il TFR accantonato. Scopriamo qual è la busta paga minima per richiedere un finanziamento, per capire come orientarsi prima di fare domanda per un prestito personale online o in agenzia.

Finanziamento: qual è la busta paga minima per richiederlo?

I dipendenti pubblici e privati che hanno bisogno di un finanziamento possono usare come garanzia la propria busta paga, un documento che consente di ottenere il prestito in modo semplice e rapido. Tuttavia il reddito deve essere adeguato alla somma richiesta, affinché sia possibile ripagare l’importo in maniera agevole evitando un indebitamento eccessivo.

Nel caso della cessione del quinto l’operazione è molto facile, poiché la rata mensile non può superare il 20% dello stipendio, mentre per gli altri prestiti personali il calcolo è leggermente più complesso. Di norma, ogni banca e finanziaria utilizza dei parametri diversi, ma in linea di massima si tende a considerare un reddito minimo di circa 750 euro dopo il pagamento della rata del finanziamento.

Ciò significa che, nonostante non esista un valore univoco per determinare qual è la busta paga minima per richiedere un prestito, è possibile valutare un reddito di 750 euro per la sussistenza personale e verificare l’importo eccedente questa cifra. Allo stesso modo, la somma della rata non dovrebbe mai superare il 20-30% dello stipendio, quindi incrociando questi due parametri è possibile farsi un’idea di quanto si può ottenere con il finanziamento.

Naturalmente ci sono altri fattori che incidono sul reddito minimo per il finanziamento, tra cui la presenza di altre trattenute o prestiti già attivi, eventuali segnalazioni al CRIF e l’affidabilità del datore di lavoro. In presenza di dubbi conviene sempre contattare la finanziaria o la banca, per capire insieme a dei professionisti quali sono le opzioni disponibili e qual è l’importo richiedibile adeguato alla propria situazione reddituale.

Finanziamento: quante buste paga sono necessarie per ottenerlo?

In genere non viene richiesta un’anzianità di servizio minima, infatti per ottenere un finanziamento basta avere un contratto di lavoro definitivo a tempo indeterminato e un reddito adeguato. Tuttavia, soprattutto per i dipendenti di aziende private, è importante aver maturato un TFR in grado di offrire garanzie sul prestito, considerando il montante del finanziamento e il coefficiente assicurativo di riferimento.

Di norma, si tende a richiedere almeno 6 mesi di anzianità di servizio per i dipendenti privati, mentre per i lavoratori del settore pubblico un minimo di 3 mesi con un contratto a tempo indeterminato. Se la posizione lavorativa è stabile di solito è necessaria solo l’ultima busta paga, altrimenti potrebbero essere richiesti 2 o 3 certificati di reddito da lavoro dipendente per garantire il superamento del periodo di prova.

In ogni caso, il numero di buste paga dipende dalla stabilità lavorativa del dipendente e l’anzianità di servizio, quindi non esiste una regola unica ma è necessario valutare ogni singola situazione. Diverso è il discorso per chi ha un lavoro precario o con un reddito basso, ad esempio a tempo determinato o part-time, condizione che necessita della busta paga di un garante con una posizione impiegatizia più solida e un reddito superiore.