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Normativa cessione del quinto: cosa sapere

data di pubblicazione:

5 ottobre 2018

ultimo aggiornamento:

22 gennaio 2021

La cessione del quinto è una tipologia di finanziamento introdotta in Italia a partire dal Secondo Dopoguerra. La normativa della cessione del quinto è stata stabilita attraverso il decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n.180 del 1950 e il relativo regolamento attuativo, il D.P.R. n.895 del 1950. Successivamente la legge n. 80 del 2005 ha modificato la disciplina della cessione, apportando alcune modifiche significative.

Cessione del quinto dello stipendio: la normativa originaria

La prima disciplina generalizzata e unitaria della cessione del quinto è stata introdotta attraverso il “Testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni“ e il successivo regolamento esecutivo, rispettivamente D.P.R. 180/1950 e D.P.R. 895/1950. La legge sulla cessione del quinto dello stipendio prevedeva che questa potesse essere concessa solo ai lavoratori statali e para-statali, che si vedevano riconosciuta la possibilità di contrarre un prestito da estinguere attraverso la periodica cessione di un quinto del proprio salario mensile.

Cessione del quinto: l’evoluzione della normativa

La legge 80/2005 sulla cessione del quinto ha apportato alcune modifiche significative alla disciplina, ampliando  la flessibilità in merito alla durata del finanziamento, abolendo l’anzianità minima di servizio e autorizzando  le cessioni anche ai pensionati (sia proveniente da enti pubblici che privati) e ai lavoratori privati. A seguito dei cambiamenti introdotti nella normativa sulla cessione del quinto oggi il finanziamento è accessibile ai dipendenti statali, ai dipendenti di aziende private con contratto a tempo indeterminato e ai titolari di una pensione

Cessione del quinto l’intervento di Banca d’Italia sulla normativa

In anni recenti la Banca d’Italia ha inviato agli operatori del mercato alcune comunicazioni relative alla cessione del quinto: la prima (del 10 novembre del 2009) indicava “Cautele e indirizzi per gli operatori” e la seconda (dell’8 aprile 2011) era un “Richiamo al rigoroso rispetto della normativa di settore”. A marzo 2018 la Banca d’Italia ha inviato una nuova comunicazione recante gli orientamenti della vigilanza in materia di operazioni di finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Le indicazione della Banca d’Italia hanno l’obiettivo di contrastare le condotte non pienamente conformi al quadro normativo e le violazioni palesi dello stesso, indicando a banche e intermediari finanziari gli interventi correttivi e migliorativi necessari nonché i comportamenti più virtuosi verso i quali orientarsi. Gli orientamenti sono volti, inoltre, ad assicurare una sempre maggiore tutela dei consumatori attraverso la crescita della qualità delle relazioni e la riduzione del contenzioso, garantendo al cliente stesso un’adeguata, consapevole e corretta inclusione finanziaria al credito.

Legge 180/50 sulla cessione del quinto

Un riferimento normativo importante per la cessione del quinto è la legge 180/50, ovvero il DPR 180 del 5 gennaio 1950. Questo Decreto del Presidente della Repubblica è integrato con il DPR 985 del 28 luglio 1950, due regolamenti che rappresentano le prime misure ufficiali di inquadramento legislativo in merito ai prestiti tramite cessione del quinto.

In particolare, questa legge pioniera sancisce una serie di riferimenti validi ancora oggi, nonostante si riferissero inizialmente soltanto ai dipendenti pubblici e statali. Ad esempio, la normativa definisce la possibilità di cessione di un quinto dello stipendio a banche e intermediari finanziari, per ottenere somme a credito e rimborsarle in un massimo di 10 anni, ovvero 120 mesi.

Allo stesso tempo, la legge 180/50 sulla cessione del quinto introduce l’obbligatorietà di sottoscrivere una polizza assicurativa sulla vita, per garantire il recupero del debito in caso di decesso del debitore. Sono previsti anche concetti come l’impignorabilità e l’insequestrabilità degli stipendi e delle pensioni, i quali non possono essere ceduti a terzi ma utilizzati come garanzie reddituali soltanto dal legittimo titolare.

Cessione del quinto normativa 2015

Nel 2015 la cessione del quinto viene estesa anche ai dipendenti privati, un evento sancito dalla normativa 2015, la quale va ad integrare i precedenti riferimenti legislativi del DPR 180/50 e del DPR 985/50. In questo modo, anche i lavoratori delle aziende private possono accedere a questo tipo di prestiti, beneficiando delle stesse opportunità riservate precedentemente soltanto a dipendenti pubblici, statali, parastatali e in seguito ai pensionati.

La normativa 2015 sulla cessione del quinto ha reso disponibile a milioni di lavoratori il prestito con trattenuta sulla busta paga, in assoluto una delle opzioni di credito preferite dagli italiani. Oggi questo prestito personale non finalizzato è sempre più richiesto, confermandosi una delle migliori soluzioni di finanziamento disponibili nel settore del credito al consumo.