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Differenza tra TFR e TFS: quello che c’è da sapere

data di pubblicazione:

20 novembre 2020

ultimo aggiornamento:

22 gennaio 2021

I lavoratori dipendenti possono beneficiare al termine del rapporto di lavoro di un’indennità aggiuntiva, una somma utile per garantire un cuscinetto nel passaggio verso la pensione, con tutte le sue riforme, o in caso di cessazione del servizio. I trattamenti esistenti sono due, perciò è importante capire qual è la differenza tra TFR e TFS e quale indennità conviene per i lavoratori che possono scegliere.

Che cos’è il TFR

Il TFR è una sigla che serve per indicare il trattamento di fine rapporto, un compenso che spetta ad ogni dipendente quando si conclude un rapporto di lavoro. Questa indennità è dovuta dal datore indipendentemente dal motivo della cessazione della prestazione lavorativa, quindi è valida sia in caso di pensionamento che di licenziamento o di dimissioni.

Di norma, al dipendente spetta poco meno di un salario mensile per ogni anno di lavoro, un calcolo che viene eseguito prendendo in considerazione la retribuzione annua divisa per un coefficiente di 13,5 e moltiplicata per l’anzianità di servizio. Dopodiché il TFR viene rivalutato tutti gli anni, tenendo conto di una quota del 75% per l’inflazione dell’anno precedente e di un incremento fisso dell’1,5% l’anno su tutto l’importo.

TFR e TFS: le principali differenze

Il TFS (trattamento di fine servizio) rappresenta un’indennità riservata ai dipendenti del settore pubblico, purché assunti prima del 31 dicembre 2000. In particolare, l’indennità di fine servizio cambia in base all’occupazione del dipendente pubblico, con erogazioni che possono essere:

  • indennità di buonuscita (IBU) – lavoratori dello Stato;

  • indennità di premio di servizio (IPS) – lavoratori del SSN e degli enti locali;

  • indennità di anzianità (IA) – lavoratori di enti pubblici non economici e delle camere di commercio.

La prima differenza riguarda i destinatari, in quanto il TFR interessa sia i dipendenti pubblici che privati sebbene con alcune eccezioni, mentre il TFS soltanto i primi. Inoltre il TFR è vincolato alla retribuzione del lavoratore, mentre il TFS presenta anche una connotazione previdenziale, senza dimenticare che i due trattamenti prevedono sistemi di calcolo diversi.

Come abbiamo accennato prima, il conteggio del TFR è vincolato alla retribuzione mensile rivalutata. Il TFS, al contrario, richiede un’operazione più complessa. Nel dettaglio, bisogna tenere conto dell’80% della retribuzione annua lorda inclusiva della tredicesima, dopodiché è necessario calcolarne una quota di 1/12 e moltiplicare il risultato per gli anni di servizio.

Ovviamente questo conteggio è indicativo, infatti esistono metodi diversi per il calcolo dell’indennità di buonuscita, del premio di servizio e di quello di anzianità. Lo stesso vale per il regime fiscale diverso tra TFS e TFR (per il TFR si applica un’aliquota media sugli ultimi 5 anni, per il TFS dipende dal tipo di indennità ma è in genere più bassa), oltre alle modalità di erogazione e alle tempistiche di pagamento.

TFR e TFS: qual è più favorevole?

Naturalmente è difficile determinare se sia meglio il TFR o il TFS a priori, poiché è necessario analizzare ogni singolo caso per capire davvero quale sia l’opzione più vantaggiosa. Un aspetto importante, però, riguarda l’impossibilità di adesione a un fondo pensione per i dipendenti pubblici in regime di TFS, in quanto è richiesto obbligatoriamente il passaggio dal trattamento di fine servizio al TFR.

Di norma, per i lavoratori pubblici è più conveniente il TFS rispetto al TFR, considerando l’importo ottenibile alla cessazione dell’attività lavorativa. Tuttavia è essenziale tenere conto dei rendimenti dei fondi di categoria, i quali rendono spesso più vantaggiosa la conversione a chi ha ancora davanti a sé molti anni di lavoro, mentre per le persone vicine alla pensione è preferibile rimanere con il trattamento di fine servizio.

Ad ogni modo, con entrambe le indennità è possibile richiedere un anticipo del TFR/TFS, rivolgendosi alle banche e alle finanziarie convenzionate per ottenere liquidità immediata in un’unica soluzione. Per la scelta tra TFR e TFS è necessario però contattare un consulente specializzato, effettuando tutti i calcoli essenziali per prendere una decisione consapevole, optando per la soluzione più adatta alle proprie esigenze e a quanto maturato.